LA NOSTRA STORIA


Il karate, come tutte le Arti Marziali, nato dall'umana logica della lotta per la sopravvivenza si è evoluto fino al sistema di conoscenza ed espressione della mente e del corpo, attraverso il suo studio si persegue l'applicazione del corretto gesto tecnico e delle sue potenzialità.
Le nozioni sull'origine e lo sviluppo del Karate sono note a tutti e può risultare persino superfluo ribadirle, importante può apparire invece la nascita e le fondamentali innovazioni che apportò all' Arte della Mano Vuota Hironori Otsuka dando vita al WADO-RYU


Bisogna ricordare che Sensei Otsuka era un esperto conoscitore del corpo umano e che prima di approdare al Karate, come allievo di Funakoshi, studiò e pratico per molti anni Kendo e Ju-Jitsu.
Divenuto uno dei suoi allievi più bravi e avendo acquisito tutti gli insegnamenti del Maestro, Otsuka intraprese una propria via e con il consenso di Funakoshi e spinto dalla sua anima di ricercatore e innovatore introdusse il Kumite, dando al Karate un aspetto completo rispetto al solo apprendimentoteorico.
La grande rivoluzione che questo piccolo uomo Giapponese (il WADO-RYU è il primo stile di Karate Giapponese) apportò al Karate ed a mio parere a tutte le arti marziali in genere fu essenziale e determinante. Sensei Otsuka diede vita al WADO -RYU applicando le sue conoscenze scientifiche nel campo della medicina rendendo le posizioni più alte rispetto a quelle dello stile del suo Maestro ottenendo quindi più naturalezza, fluidità e velocità.


Tutto questo trova espressione attraverso i Kata, modificati da Otsuka in base alle innovazioni tecniche, al realismo di esse e ai movimenti naturali del corpo, quelli che a molti possono apparire come Kata brutti dal punto di vista scenico no sono altro che lo studio reale di movimenti, azioni e reazioni del corpo umano, appare evidente che, nel WADO-RYU, Kata e Kumite si fondono fino a completare e riunire lo studio alla pratica. Bisogna sottolineare il fatto che Sensei Otsuka proveniva da una esperienza decennale nel Ju-Jitsu dal quale sono scaturiti i concetti del WADO-RYU come il TAI-SABAKI ( rotazione dell'anca) ed il NAGASHI ( schivata ), cioè quello che a me piace dire "..non essere là quando il colpo arriva...".

Partendo da ciò egli introdusse un diverso schema al combattimento, al tradizionale attacco-parata-contrattacco, preferì quello più efficace attacco-contrattacco, poiché adattabile ad ogni tipo di struttura fisica, senza le conseguenze traumatiche delle "parate dure" ed eliminando il tempo morto della difesa.



Credo che praticando e studiando il WADO-RYU si trovino quasi tutte le risposte nel campo delle Arti Marziali, conoscere e sviluppare il Karate è un impegno che può durare una vita, ma se si decide di seguire una "Via" bisogna sempre ricercare la verità con umiltà, impegno, sacrificio e dedizione, sempreaperti al miglioramento.

Poiché alla fine tutto si fonde in una cosa sola e

"...ad un certo punto la tecnica finisce e comincia l'intuizione..."
Prendendo cioè spunto dallo spirito di Sensei Otsuka ed interpretando il suo pensiero: La conoscenza e lo sviluppo di u arte non deve essere fine a se stessa, ma ci deve essere nell'animo di chi pratica, la ricerca della "Via", la consapevolezza che non si è depositari di verità assolute, ma che la forza di chiedersi sempre "perchè" e ricercare il"come".

M° Turrà Paolo Fernando