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Ciao Marco

 

Il Maestro Turrà scrive :

Ciao Marco. . .

 . . . Mi hai fatto piangere !
  Forse un maestro di karaté non dovrebbe mettere in piazza i suoi sentimenti , ma adesso è l’uomo Paolo che ti parla , e parla all’uomo Marco , poiché è questo che sei diventato.
  Ti ricordo ancora bambino , e non ti nascondo che la nostalgia mi avvolge e mi riporta indietro nel tempo, quando nemmeno nei miei sogni immaginavo che avremmo fatto tanta strada.
  Le tue parole non sono sconnesse , hanno dentro di se una concretezza e un fascino da far invidia al miglior poeta.
  L’amore che trabocca dalla tua lettera arriva anche alle persone più aride e a quelle superficiali che si soffermano a guardare la punteggiatura.
  Avevo appena finito di scrivere il commento ai campionati italiani ed ecco che mi ritrovo a leggere le tue parole , e pensare che tu non ne sapevi niente .
  L’ultima frase si riferiva al rispetto che ho verso i miei allievi , ebbene adesso si può capire il perché .
  Marco , siamo cresciuti insieme , io , te e i tuoi “fratelli” di Dojo , non mi importa se siamo diventati grandi nel karaté , quel che conta è che siamo diventati Uomini .
  Le tue parole sono forse troppo grandi per me , non so se merito tutto questo , mi hai fatto sentire il maestro più grande dell’intera galassia , potrei smettere anche adesso , mi sentirei il Sensei più grande di tutti i tempi, mi hai fatto credere che sono una bella persona , e ti ringrazio , sono solo un piccolo essere umano che ama quello che fa , che non cerca compromessi e vive di emozioni .
  Io sono solo una persona fortunata , che ha il privilegio di fare quello che ama ed in più essere pagato , di stare con tante persone , di comunicare con tanti individui , di occupare un posto dove tutto quello che dici viene preso per oro colato .
  Io sono solo una persona molto fortunata a stare con ragazzi come te , a contribuire in minima parte al vostro sviluppo .
  Io sono solo la persona più fortunata del mondo quando sto in mezzo a voi.
Purtroppo sono solo una persona , e non posso fare tutto quello che vorrei :
 vorrei che voi giovani veniste su con valori netti , con ideali sani , senza ausilio di droghe , senza bisogno di barare per ottenere dei risultati nella vita ;
  vorrei essere sempre presente nei vostri momenti di sconforto , quando la vita sembra solo un grande imbroglio , quando tutto sembra impossibile e tutti sembrano tradirvi ;
  vorrei darvi una mano quando sentite il nodo in gola , il futuro nero  e la vita senza un perché ;
  vorrei darvi una mano e sorreggervi , dirvi : non vi preoccupate sono qua ad aggiustare il Katà della vita , a modificare le cose . . .
  Tutto questo vorrei , caro Marco , ma sono solo un piccolo uomo , che vive di Do , di principi , e si nutre con la forza delle idee .
  Comunque , Marco , oggi hai vinto un altro Campionato Mondiale : mi hai fatto felice , sei la prova che le idee possono realizzarsi , non si può essere grandi karateka se non si è grandi uomini ;
  non aver paura di tirare fuori le tue emozioni , devi esserne fiero perché è a loro che devi tutto questo .
  Grazie Marco , per essermi stato sempre vicino in questi quattordici anni , spero di non averti mai deluso , di essere stato sempre all’altezza delle tue aspettative , come a quelle dei tuoi fratelli di Dojo , adesso so che non ho perso tempo a “giocare al karate” , so che forse qualcosina di buono sono riuscito a fare , più di tanti plurilaureati , ed anche se nella mia vita non dovessi fare più niente , sono sicuro di avergli dato un senso.
  Ed il mio senso siete Voi , più di un progetto di un Ingegnere , o di mille cause vinte da un brillante Avvocato , o dei soldi di un manager aziendale .
  Marco , tu e i tuoi fratelli di Dojo state nel mio cuore . . . tu , come loro , non sarete mai persi , anche senza di me , avete dentro quel fuoco che brucia e l’Amore che lo alimenta . . . io ho solo trovato il modo di trasmettervelo  . . . promettetemi di non farlo spegnere mai . . .

Ti voglio bene . . .

Paolo