home chi siamo la scuolakarate taiso dove siamo link news contatti il maestro scrive il maestro riceve curiosità

 

 

 

 

 

a Pietro

 

Il Maestro Turrà scrive :

A Pietro

   Non intendo parlarti da Amico, altrimenti finirei per essere troppo parziale, dato il profondo sentimento di Amicizia che mi lega a te.
  Quindi scusami se sarà il Maestro a scrivere e non l’Amico, perché credo che tu aspetti una risposta dal primo, poiché del secondo conosci l’affetto, il pensiero, la stima e la fiducia.
  Caro Pietro noto con piacere che hai trovato il tempo per poter scrivere sulla nostra rubrica, anche se hai impiegato cinque mesi, se devo essere sincero dato il tuo elevato senso del Do, la tua profonda personalità ed il tuo ruolo nella Scuola,  mi sarei aspettato di più e prima.
  Ognuno di noi deve dare in base a quanto ha ricevuto o riceve ed in funzione del suo ruolo, questa è una delle frasi che ultimamente ripeto con estenuante frequenza, “dare”  è più di un verbo, deve essere un modo di fare molto particolare che ci porta a trovare le forze e la voglia anche quando pensiamo di non averne abbastanza.
  Non dimentico il giorno in cui ci siamo conosciuti e da allora ne hai fatta di strada, sono particolarmente contento perché te lo meriti e quello che dai a tutti va aldilà di semplici doveri.
  E’ grande il senso che ha rappresentato il tuo ingresso nella nostra Scuola per me, il tuo ruolo è frutto del tuo impegno e della tua dedizione alla causa, sposata senza se e senza ma, è non nascondo la maggiore sicurezza che comporta per me seguire la Via.
  Il tuo entusiasmo, la tua disponibilità e la tua disciplina sono sempre un punto di riferimento per tutti , il rispetto e l’umiltà che dimostri nei confronti dei ragazzi è solo un elogio al tuo essere.
  Nella nostre numerose chiacchierate fatte anche di contraddittori ho sempre preso come stimolo il frutto delle tue riflessioni, e per chi mi conosce è sintomo di estrema stima.  
  Seguire la “Via” non è semplice perché, come tutte le strade, si incontrano incroci , deviazioni, interruzioni e lavori in corso, bisogna conoscere bene il viaggio altrimenti si rischia di rimanere fermi o di cambiare strada.
  Dai tuoi scritti, si evince un grande senso dello studio e della lettura, e questo evidenzia la tua voglia di sapere e di imparare, i libri hanno sempre accompagnato la mia vita dalle elementari all’università e posso dirti che sono molto importanti, arricchiscono le nostre conoscenze, ci fanno crescere ed allargano i nostri orizzonti, ma sono uno strumento al servizio del nostro io, del nostro essere, la nostra persona si forma attraverso esperienze, contatti, verifiche, riflessioni che facciamo giorno dopo giorno, e le idee hanno valore solo se sperimentate personalmente, ci sono molte cose che non si imparano sui libri e non le trovi scritte da nessuna parte purtroppo. Alle persone non importa cosa leggiamo, cosa impariamo o come parliamo, interessa come siamo.
  Il rispetto, l’umiltà, ecc. ecc. sono valori stupendi , sono come dei soldi che ognuno di noi possiede e vanno spesi con attenzione e quando è necessario, altrimenti si rimane senza o si rischia l’inflazione.
  Per rispondere a quanto hai scritto, voglio dirti che le mie amarezze o delusioni sono sempre proporzionate, imparare e andare avanti nella Via non ci deve far dimenticare la nostra vera essenza, ricordi la frase “lo studio esasperato della tecnica non ci deve far perdere il senso della Via” ??? non si riferisce solo alla tecnica in se stessa, ma soprattutto al nostro essere . . .  “ quando ti sembra che tutti abbiano stima di te ed il volgere degli eventi ti fa perdere il vero senso della Via, allora guarda bene dentro te stesso e . . . ricomincia a costruire la tua persona con maggiore tenacia e determinazione. Non è la ricerca forsennata della tecnica migliore, dello stile più bello o della cosa che ci appaga di più a creare l’armonia con noi stessi.”
  Il compito della spugna è assorbire  . . . ma quando è piena deve rilasciare quanto ha assorbito . . . primo perché può essere utile a qualcuno, secondo perché è nell’essenza stessa della spugna continuare ad assorbire,  altrimenti decade la sua funzione, inoltre se essa assorbe impurità, le rilascia e rischia di contaminare , se assorbe acqua pura quando la rilascia non rischia di provocare effetti indesiderati .
  Tutti siamo delle spugne, ma dobbiamo cercare di essere nello stesso tempo dei filtri per evitare che le cose nocive che assorbiamo infettino prima noi stessi e poi gli altri.
  Spero che tu abbia l’opportunità di scrivere molto di più e con contenuti consoni al tuo ruolo e alla tua persona. Perché ne abbiamo tutti bisogno, ognuno deve dare in base a quanto è chiamato a dare con ogni mezzo.