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a Valerio

 

Il Maestro Turrà scrive :

Caro Valerio, sono contento che questo strumento sia riuscito a farti tirare fuori cose che magari ritenevi intime.
  L’altra sera, durante la lezione, ho detto che il nostro dojo è anche un luogo di cultura, era detto in maniera provocatoria, ma sinceramente credo che quello che state scrivendo in questa rubrica sia qualcosa di veramente grande, specialmente quando esprimete quello che consideravate vostro e lo mettete a disposizione di tutti, in altri tempi l’avrebbero chiamato culla di pensiero.
  Anche se a volte non mi svelate i segreti del vostro animo, riesco ad intuire le vostre esigenze o i motivi del vostro stare in palestra, sembra che vi guardo dal collo in giù ma ti garantisco che non è cosi.
  Posso dirti che ognuno di noi, in un certo senso, è figlio delle esperienze personali.
La nostra vita vissuta, bella o brutta che sia stata, ha fatto si che oggi siamo quello che siamo.
  Il nostro essere va aldilà di tante cose, delle letture fatte, delle compagnie, dei viaggi ecc. ecc.
Conosco persone che hanno girato il mondo, letto centinaia di libri, hanno due lauree, ma non conoscono se stessi e il significato della loro esistenza, e ne esistono altre che pur non avendo mai lasciato il giardino di casa hanno una profondità d’animo ed una saggezza da rimanere ammirati.
  L’Uomo non si misura in erudizione o abbigliamento, o nel fatto di appartenere ad una categoria.
  Chi ti scrive ha sempre ritenuto lo studio come condizione importante e le conoscenze acquisite non mi danno motivo di ritenere che il mio sapere sia sufficiente, ma più imparo più prendo coscienza di dover apprendere di più per metterlo a disposizione degli altri.
  La cultura ed il sapere sono cose da tirare fuori quando servono, ed in particolare quando servono agli altri , io vi dico sempre: cercate di sapere più di quanto vi venga attribuito da un pezzo di carta o dai complimenti della gente.
  In un mondo di apparenze, di falsità e bugie, la sostanza è merce rara.
Ognuno è quello che è o che vuole apparire, non ti aspettare mai che le persone ti portino in braccio solo perché sei chissà cosa o chissà chi , potrai ricevere solo qualche timido “bravo” quando fai qualcosa di buono, ma lo stare bene con te stesso non dipende dagli altri.
  Nessuno di noi deve pretendere rispetto e considerazione se non lo guadagna con il proprio modo di essere, non esistono venerazioni o sudditanze precostituite.
  Non sono le cariche, i titoli di studio, l’estrazione sociale, l’età, ecc. ecc. che caratterizzano le persone degne di rispetto e di ammirazione, bisogna guadagnarsi sul campo, giorno dopo giorno, la stima di tutti.
  Sono particolarmente contento dei progressi che hai fatto, e non mi riferisco a quelli tecnici, perché questa è la prova che nel nostro dojo non si “costruiscono solo campioni” , ma si cerca di migliorarsi come persone.

 
E , in confidenza ti dico, quando ti sembra che tutti abbiano stima di te e questo ti fa perdere il senso della Via, allora guarda dentro te stesso e . . . ricomincia a costruire la tua persona.