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Ai "vecchietti"

 

Il Maestro Turrà scrive :

  Negli ultimi tempi stanno succedendo delle cose strane, molte persone si sono avvicinate alla nostra Scuola , provenendo da altre realtà da altre esperienze.
  Non mi interessa il perché l’importante è che l’arrivo di queste nuove forze ha rinvigorito le nostre energie.
  Caro Leo, devo dire che è molto bello trasmettere il karaté a persone come voi che state li solo per imparare, solo per apprendere un’Arte , senza altri condizionamenti mentali, mi piace farlo guardandovi negli occhi  e guardando i vostri occhi vedo la curiosità dei bambini e le capacità di apprendere di chi conosce la materia.
  Dico sempre ai miei allievi  “ . . . chiedetevi sempre il perché delle cose e ricercate il come . . . “
    Leo il tuo arrivo come quello di Marino,Giulio ma potrei citare anche Serenella , Franca Layla,Chiara ecc ecc. è stato importante appunto per questo.
  A tutti noi deve farci capire che il Do che stiamo percorrendo è chiaro e definito , non dico giusto , questo lo devono dire gli altri, a noi spetta solo percorrere la Via.
  Pensate , qualcuno a detto che non sono un bravo maestro perché non enfatizzo l’agonismo, perché non regalo le cinture e i dan , perché non faccio lezioni estenuanti e punto molto sul trasmettere anche la cultura del karaté.
  La cintura , i dan , le qualifiche , gli incarichi federali non servono a nulla se non abbiamo dentro il karaté , se non crediamo in quello che facciamo e non facciamo ogni giorno un percorso interiore nel Do.
  Io cerco di trasmettere il Do , sono onorato di divulgare un’Arte Marziale e non giudico mai quello che fanno gli altri e non prendo i risultati per dimostrare il contrario , basta vedere e verificare l’entusiasmo e la preparazione dei miei ragazzi.
  Una allieva voleva abbandonare perché non riusciva a fare le tecniche come gli altri e si sentiva inferiore, vorrei dire a tutti coloro che non riescono a fare la spaccata o cento tsuki in sequenza che noi facciamo karatè ed il Karaté non è calci e pugni altrimenti uno potrebbe scegliere uno sport da combattimento dove magari si suda di più.
  Nel Karaté non si può partire dall’agonismo o dalla tecnica arida per arrivare alla coscienza interiore di quello che si fa, ho visto campioni che non conoscono il senso di quello che fanno o maestri che non guardano dentro i propri allievi e non cercano di trasmettere loro insieme ai kata il significato dell’Arte.
  Per questo caro Leo sono contento dei nuovi arrivi e sono contento dei ragazzi che stanno nella Scuola da molto tempo a loro la responsabilità di farvi notare il nostro modo di fare Karaté.
 Leo il quesito che hai lanciato mi fa particolarmente piacere . . . Perché ???
Ognuno di voi cerchi di rispondere . . . perché la cintura , le medaglie , i diplomi ed i riconoscimenti non hanno un’importanza dominante nella nostra Scuola ???
  Io sono contento che voi “vecchietti “ avete capito che la cintura è relativa , come sono contento che chi fa agonismo ha capito che il karaté  “ . . . non comincia e non finisce con una medaglia . . .”